PARLAMENTO EUROPEO
Documento di seduta

FINALE
A6-0365/2005

28.11.2005

RELAZIONE

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo

e del Consiglio riguardante la conservazione di dati trattati nell'ambito della

fornitura di servizi pubblici di comunicazione elettronica e che modifica la

direttiva 2002/58/CE

(COM(2005)0438 — C6-0293/2005 — 2005/0182(COD))

Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni

Relatore: Alexander Nuno Alvaro

Il Parlamento europeo,

— vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2005)0438 )1,

— visti l'articolo 251, paragrafo 2, e l'articolo 95 del trattato CE, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C6-0293/2005),

— visto l'articolo 51 del suo regolamento,

— visti la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e i pareri della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (A6-0365/2005),

1. approva la proposta della Commissione quale emendata;

2. invita la Commissione ad incaricare un organismo indipendente che rappresenti tutte le parti interessate, prima dell'entrata in vigore della presente direttiva, di elaborare un'analisi di impatto che tratti tutte le questioni relative al mercato interno e alla tutela dei consumatori;

3. chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda

modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

4. incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla

Commissione.

Testo della Commissione

omesso

 

MOTIVAZIONE DEGLI

EMENDAMENTI DEL PARLAMENTO

1. Antefatti

Nel corso della riunione del Consiglio "Giustizia e affari interni" del 29 e 30 aprile 2004 la Francia, il Regno Unito, l'Irlanda e la Svezia hanno presentato una proposta comune1 di decisione quadro sulla conservazione dei dati connessi alla comunicazioni. L'iniziativa fa riferimento a una dichiarazione del 25 marzo 2004 del Consiglio europeo sulla lotta contro il terrorismo2, nella quale il Consiglio è stato incaricato di valutare misure per l'elaborazione di disposizioni giuridiche concernenti la conservazione di dati sul traffico a cura dei fornitori di servizi di telecomunicazione.

La proposta si prefigge lo scopo di armonizzare la cooperazione giudiziaria in campo penale tramite il ravvicinamento delle disposizioni giuridiche riguardanti la conservazione dei dati trattati e memorizzati nel quadro della fornitura di servizi di comunicazioni elettroniche a fini di prevenzione, ricerca, accertamento e perseguimento della criminalità e dei reati, compreso il terrorismo.

Nelle sue tornate plenarie di giugno e settembre 2005 Il Parlamento europeo ha respinto all'unanimità la proposta del Consiglio sulla conservazione dei dati. Secondo il Parlamento europeo, il Consiglio ha scelto la base giuridica sbagliata, in quanto ha presupposto la sua competenza legislativa esclusiva a norma del titolo VI del trattato sull'Unione europea (TUE) e ha fatto riferimento all'articolo 31, paragrafo 1, lettera c) in combinato disposto con l'articolo 34, paragrafo 2, lettera b), dello stesso trattato.

Assieme con i servizi giuridici rispettivi del Consiglio e della Commissione, il Parlamento ritiene che la base giuridica corretta sia data dall'articolo 95 del trattato CE, a norma del quale il Parlamento partecipa a pieno titolo al processo legislativo di codecisione. Il 21 settembre 2005 la Commissione ha presentato una propria proposta di direttiva in materia di conservazione dei dati sulla base dell'articolo 95 del trattato CE e quindi posto le basi per le trattative con il Consiglio. Successivamente, le discussioni tra Consiglio e Parlamento si sono intensificate, anche se il Consiglio continua a insistere sulla sua facoltà di far prevalere la sua decisione quadro.

Il Parlamento europeo, accanto alla questione della competenza formale, ha espresso notevoli riserve in merito al contenuto della decisione quadro sulla conservazione dei dati. Dette riserve sono state in parte recepite nella proposta di direttiva della Commissione. Il 24 novembre la commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni ha deliberato la sua posizione sulla proposta di direttiva all'esame.

1 Documento del Consiglio n. 8958/04, 28 aprile2004.

2 Documento del Consiglio n. 7764/04, 28 marzo 2004.

2. Situazione iniziale dopo la presentazione della proposta della Commissione

a. contenuto

La proposta di direttiva della Commissione sulla conservazione dei dati prevede la normativa seguente:

b. forma

La proposta della Commissione per disciplinare la conservazione dei dati è stata trasmessa al Parlamento il 21 settembre. Pertanto, al momento della votazione in commissione, è rimasta all'esame per due mesi esatti.

La Presidenza britannica ha espresso il proprio interesse a che la regolamentazione fosse approvata come compromesso in prima lettura prima della fine del 2005 La Conferenza dei presidenti ha a sua volta confermato l'interesse del Parlamento a conseguire un compromesso entro la fine dell'anno.

Campo di applicazione

Dati sul traffico di telefonia fissa e mobile, internet, e-mail e telefonia IP — compresi i dati sull'ubicazione e sulle chiamate tentate ma non effettuate

Scopi della conservazione

Prevenzione, ricerca, accertamento e perseguimento della criminalità e dei reati gravi, compreso il terrorismo e la criminalità organizzata

Organi con facoltà di accesso

Autorità competenti indicate dagli Stati membri

Accesso ai dati Non indicato

Durata di conservazione

12 mesi telefonia, 6 mesi internet

Costi Rimborso dei costi supplementari comprovati connessi alla direttiva

Flessibilità a norma dell'articolo 15 (1) della direttiva 2002 (58)

Flessibilità: consente di utilizzare la conservazione dei dati per altri fini — criteri armonizzati per la raccolta dei dati ai fini dalla repressione di gravi reati

Disposizioni in materia di protezione dei dati

Non necessarie — rientrano nelle direttive vigenti (95/46 e 2002/58)

Sanzioni penali Non comprese, coperta dalla direttiva quadro su violazioni dei sistemi di informazione e delle direttive sulla protezione dei dati

Procedura di comitatologia per aggiornare gli elenchi dei dati

Compresa

Clausola di riesame Tre anni

Dati da conservare

(Allegato)

Il Parlamento ha espletato il suo lavoro con la massima rapidità al fine di formulare una posizione comune e contribuire così per quanto di sua competenza al raggiungimento di un compromesso. L'ultima occasione per approvare un compromesso in prima lettura è la tornata dal 12 al 15 dicembre. Un iter legislativo tanto accelerato ha avuto come conseguenza anche tempi di consultazione ristretti a causa dei termini di traduzione o delle traduzioni in parte mancanti. Mancano inoltre una valutazione delle conseguenze tecniche o uno studio sulle ripercussioni sul mercato interno.

Proprio per quanto riguarda le misure e i progetti "legiferare meglio" a livello europeo si auspica che la procedura seguita sulla conservazione dei dati non diventi poi la regola.

Per poter votare il 24 novembre una proposta in seno alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, e per risolvere numerose questioni dal contenuto controverso, si è riunito regolarmente il gruppo di lavoro sulla conservazione dei dati. In esso il relatore, il relatore ombra, i relatori IMCO e ITRE, la presidenza e il segretariato della commissione, i coordinatori e i collaboratori hanno elaborato in 7 settimane le proposte di compromesso. Nel corso di detto lasso di tempo si sono svolti incontri regolari con il Consiglio e la Commissione allo scopo di discutere la posizione delle singole istituzioni.

3. Votazione nella commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni

Il 24 novembre 2005 la commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni ha deliberato la propria posizione sulla proposta di direttiva della Commissione con una netta maggioranza di 3/4. Prima della votazione i deputati dei gruppi PPE-DE, PSE e ALDE sono riusciti a concordare 21 emendamenti di compromesso, in grado di sostituire una gran parte dei 250 emendamenti presentati.

LIBE: posizione sulla base di emendamenti di compromesso (commissione, votazione, prima lettura)

Campo di applicazione

Dati sul traffico di telefonia fissa e mobile — compresi i dati sull'ubicazione (all'inizio della chiamata)

(EM comp. 9: inserimento facoltativo deciso dal singolo Stato membro delle chiamate tentate ma non effettuate

Rispetto della vita privata /protezione dei dati personali per quanto riguarda accesso / uso dei dati (EM comp. 1)

Scopi della conservazione

Ricerca, accertamento e perseguimento di determinati tipi di reati gravi, per definire il relativo elenco si fa riferimento all'elenco usato per il mandato di cattura europeo.

Il termine prevenzione è escluso perché è una definizione vaga e comporta maggiori rischi di abusi dei dati conservati (EM comp. 1)

Organi con facoltà di accesso

Accesso per gli organi giudiziari e per altri organi responsabili per la ricerca, l'accertamento e il perseguimento di reati gravi (secondo l'elenco del mandato di cattura europea).

In ogni caso le autorità nazionali devono essere subordinate a un'autorizzazione della magistratura. (EM comp. 2, 4)

Accesso ai dati La commissione ha introdotto una disposizione sulle condizioni di accesso ai dati:

- unicamente a scopi specifici, precisati dalla direttiva e caso per caso

- i motivi devono essere necessari / proporzionati

- soppressione dei dati non più necessari / inesatti

- i fornitori di servizi non possono utilizzare i dati

- ogni accesso ai dati conservati è registrato

- va assicurata la riservatezza / integrità dei dati

- i dati possono essere trasmessi a paesi terzi soltanto nel quadro di accordi internazionali sulla base dell'articolo 300, paragrafo 3, comma 2, del trattato. (EM comp. 5)

Durata di conservazione

6 -12 mesi al massimo, dopo tale termine tutti i dati vanno soppressi. (EM comp. 12)

Costi Gli Stati membri provvedono al rimborso dei costi addizionali comprovati per il settore delle telecomunicazioni (compresi i "costi di investimento e operativi", nonché i costi risultanti da ulteriori modifiche della direttiva).

*in seno al Consiglio l'orientamento è escludere il rimborso della direttiva. (EM comp. 18)

Flessibilità a norma dell'articolo 15 (1) della direttiva 2002 (58)

Gli Stati membri devono astenersi dall'adottare misure legislative nel settore coperto dalla direttiva (EM 224)

Disposizioni in materia di protezione dei dati

Disposizioni supplementari sulla sicurezza dei dati, proposte in conformità delle direttive vigenti (cfr. l'elenco dettagliato nell'emendamento di compromesso). (EM comp. 6)

Sanzioni penali Sanzioni penali efficaci, proporzionate e dissuasive per violazioni delle normative nazionali adottate per il recepimento della direttiva. (EM comp. 15)

Procedura di comitatologia per aggiornare gli elenchi dei dati

Non compresa

Clausola di riesame Riesame dopo due anni di attuazione e riesame periodico ogni tre

anni. (EM comp. 21)

Dati da conservare La commissione ha votato a favore dello spostamento dell'allegato (Allegato) nel testo principale

Comprende servizi / schede anonimi prepagati, la data e l'ora della prima attivazione della scheda e l'ubicazione (Cell ID) dalla quale è avvenuta l'attivazione

-"tipologie " di dati da conservare:

TELEFONIA FISSA:

- nome / indirizzo del chiamante + numero telefonico

- nome / indirizzo del chiamato + numero telefonico

- data e ora dell'inizio e della fine della conversazione

TELEFONIA MOBILE:

- nome / indirizzo del chiamante + numero telefonico

- nome / indirizzo del chiamato + numero telefonico

- data e ora dell'inizio e della fine della conversazione

- identità utente mobile internazionale (IMSI) = sim card

- ubicazione della cellula all'inizio della comunicazione

INTERNET:

- indirizzo IP del computer

- numero di telefono che si collega a internet

- nome / indirizzo dell'abbonato

- data / ora di inizio e fine della connessione

- numero di telefono linea ADSL per accesso commutato e abbonato digitale ADSL (EM comp. 8)

Gli emendamenti approvati a maggioranza confermano che il Parlamento è riuscito molto bene a maturare un accordo tra i gruppi politici in merito a punti essenziali della conservazione dei dati. Fino al momento dell'elaborazione delle presente relazione il Consiglio non è però riuscito a fare altrettanto e pertanto occorre restare in attesa di ulteriori sviluppi al suo interno. Il relatore ritiene comunque che siano assai scarsi gli spazi per modifiche sostanziali negli emendamenti di compromesso concordati.

4. Orientamenti negoziali nel Consiglio

Alla luce della votazione in seno alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del 24 novembre si delineano le seguenti discrepanze rispetto agli orientamenti negoziali nel Consiglio.

Parlamento europeo Orientamenti negoziali nel Consiglio

Durata di conservazione

6-12 mesi per ogni collegamento (telefonia e internet)

6 mesi per internet, 6-24 mesi per la telefonia

Campo di applicazione

Uso della definizione di "reato grave" nel mandato di cattura europeo (catalogo + 3 anni di detenzione),

Compresi tutti i reati

Rimborso dei costi Obbligatorio per tutti i costi addizionali connessi alla direttiva + costi connessi ai requisiti della protezione dei dati.

Schema nazionale opzionale

Collegamento non effettuato

Facoltà degli Stati membri di decidere obblighi per la società di telecomunicazione.

Conservazione obbligatoria delle chiamate tentate ma non effettuate.

Sanzioni penali Sanzioni penali in caso di uso abusivo dei dati

Contrario

28.11.2005

OPINIONI DELLA MINORANZA

espresse, a norma dell'articolo 48, paragrafo 3, del regolamento

da Giusto Catania, Ole Krarup, Sylvia-Yvonne Kaufmann e Kathalijne Maria Buitenweg

Respingiamo la relazione perché non rettifica in misura sufficiente da un punto di vista politico o giuridico la proposta di direttiva sulla "conservazione dei dati trattati e memorizzati nel quadro della fornitura di servizi di comunicazioni ".

L'atto giuridico proposto dalla Commissione contrasta, anche con gli emendamenti formulati nella relazione, con il principio di proporzionalità; inoltre non risulta né necessario, né efficace. La durata prevista per la conservazione è troppo lunga e la gamma delle tipologie di dati da conservare è troppo ampia. Resta imprecisa la definizione delle autorità competenti abilitate ad accedere ai dati e non viene escluso l'accesso dei servizi segreti. Sono disciplinati in misura insufficiente i meccanismi di controllo riguardanti la sicurezza dei dati.

La direttiva rappresenta un intervento molto profondo nei diritti fondamentali dei cittadini e pertanto non possiamo sostenerla. I cittadini dell'Unione non possono essere sottoposti a un sospetto generico, finora il Consiglio e la Commissione non hanno ancora comprovato come con la conservazione di una mole immensa di dati più diversi sulle telecomunicazioni sia possibile di fatto accertare reati gravi.

Se si considera la circostanza che l'introduzione della misura sarebbe molto costosa, sarebbe preferibile investire tali somme in misure più efficaci di lotta contro i reati gravi, per esempio indagini mirate e una migliore cooperazione tra autorità competenti per la repressione penale.

23.11.2005

PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'INDUSTRIA, LA RICERCA E L'ENERGIA

destinato alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante la

conservazione di dati trattati nell’ambito della fornitura di servizi pubblici di comunicazione elettronica e che modifica la direttiva 2002/58/CE

(COM(2005)0438 — C6-0293/2005 — 2005/0182(COD))

Relatrice per parere: Angelika Niebler

BREVE MOTIVAZIONE

Antefatti

Il 21 settembre 2005 la Commissione ha pubblicato una proposta di direttiva riguardante la conservazione di dati trattati nell’ambito della fornitura di servizi pubblici di comunicazione elettronica e che modifica la direttiva 2002/58/CE. In tal modo la Commissione ha presentato una controproposta basata sull'articolo 95 del trattato CE rispetto alla proposta di decisione del Consiglio sulla conservazione dei dati formulata dalla Repubblica francese, dall'Irlanda, dal Regno Unito e dalla Svezia nel 20041.

Tale passo va condiviso soprattutto dal punto di vista del Parlamento: la Commissione opta per una base giuridica che prevede su una questione tanto importante per i cittadini e le imprese il diritto di codecisione del Parlamento. Rispetto a tale procedura, una decisione quadro basata sull'articolo 31, paragrafo 1, lettera c), e sull'articolo 34, paragrafo 2, lettera b), del trattato sull'Unione europea prevede invece soltanto un diritto di consultazione del Parlamento.

Dal punto di vista del contenuto la proposta di direttiva della Commissione e quella di una decisione quadro hanno le stesse finalità. I due atti giuridici puntano a migliorare la lotta al terrorismo e ai reati più gravi imponendo ai gerenti di reti pubbliche di comunicazione disposizioni armonizzate in materia di conservazione di determinati dati.

Sono disciplinati dati concernenti il traffico e l'ubicazione ai sensi dell'articolo 2 della direttiva 2002/58/CE, compresi i dati riguardanti gli abbonati e gli utenti. Vanno pertanto conservate tutte le informazioni riguardanti ubicazione, ora, durata e interlocutore di chiamate telefoniche, fax, e-mail, SMS e protocolli Internet, con esclusione espressa del contenuto delle conversazioni.

1 Doc. 8958/04 del 28 aprile 2004.

Valutazione

Attualmente gli Stati membri dell'Unione europea disciplinano in modo differente i termini di conservazione per i singoli dati legati alle comunicazioni. Ai fini di una lotta efficace e transfrontaliera contro il terrorismo e la criminalità tale fatto costituisce uno svantaggio dato che i criminali operano sempre più sovente al di là delle frontiere e utilizzano i moderni mezzi di comunicazione. La proposta di direttiva potrebbe pertanto diventare un importante strumento di lotta alla criminalità.

Secondo la relatrice restano tuttavia numerosi punti critici che la commissione per l'industria deve esaminare al fine di tenere in adeguato conto gli aspetti attinenti alla società della comunicazione e dell'informazione.

Come nella decisione quadro già discussa, anche la Commissione espone una comprova molto approssimativa sul fatto che con le misure proposte si possa riuscire effettivamente a migliorare la lotta contro la criminalità e il terrorismo. Tale comprova rappresenta però la premessa basilare per giustificare le notevoli ripercussioni e oneri per cittadini e imprese.

Dalla prassi della repressione penale emerge piuttosto che i dati richiesti dalle autorità in genere non sono più vecchi di tre mesi e quindi i termini legali di conservazione vanno adeguati alla luce delle esigenze effettive.

Per le imprese del settore delle telecomunicazioni la proposta significa che sarebbero tenute a conservare una mole colossale di dati. Per conservare, archiviare e rendere utili simili volumi sono necessari costosi adeguamenti delle apparecchiature. Secondo calcoli elaborati all'interno del settore tali adeguamenti comporterebbero, a seconda dell'impresa, costi per centinaia di milioni, senza contare i costi successivi legati alla manutenzione e all'aggiornamento del sistema.

In tale contesto occorre ridurre non solo la durata della conservazione, ma anche l'ampiezza dei dati da conservare, rispetto ai limiti previsti nell'allegato della direttiva, in merito ai quali si pensa immediatamente ai tentativi di chiamata, compresi nella proposta della Commissione, che proprio nel settore della rete fissa comporterebbero rilevanti spese aggiuntive senza migliorare affatto la lotta alla criminalità. Analoga considerazione vale per dati riguardanti la determinazione dell'apparecchio, l'indirizzo MAC o l'ubicazione durante e/o al termine della chiamata con apparecchiature di comunicazione mobile.

La relatrice nutre profonde riserve specialmente sul fatto che a norma degli articoli 5 e 6 della proposta possono essere modificati con la procedura di comitatologia l'allegato e quindi le disposizioni essenziali che disciplinano l'ampiezza dei dati da conservare. In tal modo il Parlamento sarebbe completamente escluso dalle decisioni su tale questione sensibile. La disposizione corrispondente va quindi soppressa.

L'obbligo per gli Stati membri previsto all'articolo 9 della proposta di presentare statistiche legate alla conservazione dei dati non dovrebbe portare a ulteriori oneri burocratici per le imprese. Comunque tali statistiche potrebbero anche essere utilizzate per comprovare in quanti casi la consultazione dei dati hanno portato poi a esiti positivi delle indagini.

Infine va rilevato che il Parlamento non può accettare pressioni su una questione tanto sensibile per i cittadini. Anche se risulta comprensibile il desiderio di concludere quanto prima la procedura legislativa, occorre insistere su consultazioni accurate. Nell'interesse della credibilità dell'Unione europea occorre evitare una situazione in cui vengono elaborati contemporaneamente due atti giuridici dal contenuto quasi identico con le stesse finalità.

Secondo la relatrice, in futuro nelle sue consultazioni il Consiglio dovrebbe esaminare esclusivamente la direttiva proposta dalla Commissione.

PARERE DELLA COMMISSIONE PER IL MERCATO INTERNO

E LA PROTEZIONE DEI CONSUMATORI

destinato alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante la conservazione di dati trattati nell'ambito della fornitura di servizi pubblici di comunicazione elettronica e che modifica la direttiva 2002/58/CE

(COM(2005)0438 — C6-0293/2005 — 2005/0182(COD))

Relatrice per parere: Charlotte Cederschiöld

BREVE MOTIVAZIONE

Poiché la proposta della Commissione si basa sull'articolo 95 del Trattato - quello riguardante il Mercato interno - è indispensabile che la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori sia in grado di esprimere un parere in merito.

I provvedimenti in materia di conservazione dei dati investono tutte le componenti della società ed hanno vaste implicazioni economiche, sociali ed industriali. L'armonizzazione delle norme in materia di conservazione dei dati nell'UE ha ampie ripercussioni non solo per il consumatore europeo ma anche per le industrie d'Europa e, in ultima analisi, per il Mercato interno. Un'armonizzazione che non procedesse con una certa cautela, metterebbe a rischio i diritti fondamentali dei cittadini e la stessa competitività europea.

Situazione attuale

Ogni Stato membro applica un regime diverso in materia di periodi di conservazione di dati, tipologie di dati da conservare e rimborso dei costi sostenuti per l'industria. Un approccio uniforme a livello europeo potrebbe migliorare la situazione, ma dovrebbe essere ben concepito e rispettare l'equilibrio fra tutte le parti interessate.

La conservazione dei dati rappresenta un radicale mutamento del modo in cui la società considera i dati sul traffico. Secondo le norme in vigore, i fornitori di comunicazioni elettroniche sono autorizzati a conservare i dati sul traffico solo per legittimi e precisi scopi commerciali e sono tenuti a cancellarli dopo che lo scopo è stato raggiunto. In base alla nuova proposta invece, gli operatori sarebbero tenuti a immagazzinare grandi quantità di nuovi dati per fini specifici attinenti alle attività di contrasto, ciò che pone l'Unione europea in una posizione del tutto particolare, dal momento che non vi è nel mondo alcun altro Paese democratico che abbia introdotto obblighi di così vasta portata. Tali disposizioni richiedono di essere attentamente esaminate in termini di privacy, competitività e sicurezza.

Se si vuole varare una normativa valida, occorre chiedersi se l'UE possa introdurre tali obblighi senza prima esaminarne le ripercussioni a lungo termine attraverso una seria valutazione di impatto. Il sistema della conservazione dei dati combinato con il quick freeze potrebbe rappresentare un metodo più efficace per rafforzare la cooperazione fra l'industria e le autorità di contrasto e dovrebbe pertanto essere analizzato dal punto di vista dei consumatori e del mercato interno.

La proposta procedura di comitatologia non è accettabile: occorre trovare un'altra soluzione che includa tutte le parti interessate che non sono state sufficientemente consultate prima della presentazione della proposta.

Impatto sul Mercato interno e sulla competitività europea

I Capi di Stato e di governo hanno ripetutamente individuato nelle comunicazioni elettroniche una delle pietre angolari dell'economia europea: esse sono essenziali per la crescita sostenibile e per incrementare al massimo l'occupazione. Ogni normativa che abbia per oggetto la conservazione dei dati deve essere attentamente esaminata prima di essere introdotta, in modo da non ostacolare la competitività e lo sviluppo delle imprese dell'UE.

Costi

La raccolta di una grande messe di dati secondo le disposizioni della proposta direttiva, è di ardua attuazione oltre che costosa. Ancora più arduo è trattare tutti i differenti formati di dati e tradurli in informazione che abbiano un qualche valore per le autorità di contrasto.

A seconda del volume dei dati conservati, i costi aumenteranno pesantemente a causa di modifiche progettuali dei sistemi di gestione, di piattaforme più potenti e sofisticate, di misure di sicurezza più rigorose, delle strutture di stoccaggio e di supporto nonché a causa delle risorse umane necessarie per gestire questo tipo di sistemi.

E' evidente che la conservazione dei dati imporrà notevoli costi all'industria europea della comunicazione. Il rischio di un approccio frammentato alla questione dei costi è evidente. Se alcuni Stati membri effettuano ai fornitori di comunicazioni elettroniche rimborsi a fronte della conservazione dei dati, mentre altri non lo fanno, il mercato interno dei servizi di comunicazione patirà gravi distorsioni di concorrenza.

Investimenti

Gli operatori europei nel campo delle comunicazioni stanno attualmente approntando reti di nuova generazione per far fronte alle esigenze dei nuovi servizi elettronici, nei settori sia pubblico che privato. Introdurre la conservazione dei dati senza una piena compensazione dei costi, costringerebbe gli operatori a destinare risorse per conformarsi alla nuova normativa, risorse che altrimenti andrebbero a finanziare la realizzazione delle reti del futuro.

Concorrenza

Al di là della questione se si possa conseguire la piena armonizzazione all'interno dell'UE, resta il fatto che i fornitori di servizi extra-europei non sarebbero soggetti agli stessi obblighi e vincoli. Tale situazione rischia di modificare lo scenario competitivo e l'equilibrio fra l'UE e le economie concorrenti. Molti fornitori di servizi di comunicazione elettronica, in particolare i provider Internet, competono sul mercato interno ma hanno sede al di fuori dell'UE.

Piattaforme di servizi possono essere create in qualunque parte del mondo, per cui i fornitori extra-UE saranno nella posizione di offrire servizi "senza obbligo di conservazione di dati" e costruire eventualmente il proprio successo commerciale sulle preoccupazioni degli utenti in fatto di integrità e privacy. Obblighi di conservazione di dati di vasta portata potrebbe indurre i consumatori d'Europa a non avvalersi di servizi europei.

Nel caso in cui il fornitore dell'accesso a Internet fosse un operatore europeo e l'utente utilizzasse un fornitore di posta elettronica Usa (come Hotmail, Gmail, Yahoo) il fornitore europeo non avrebbe l'accesso ai dati sul traffico così come previsto dalla proposta della Commissione. Molti fra i maggior fornitori di posta elettronica hanno sede al di fuori dell'UE e non saranno soggetti a tali disposizioni.

Sicurezza

Se in materia di informazione è possibile raggiungere livelli elevati di sicurezza, una garanzia di sicurezza assoluta è virtualmente impossibile da conseguire. E' quanto mai importante garantire che i dati stoccati siano autentici e protetti da qualunque alterazione e che i controlli di accesso abbiano una catena di custodia verificabile, ossia siano chiaramente rintracciabili.

La conservazione e stoccaggio di grandi quantità di dati sensibili si trova anche confrontata a sfide a livello di software e di rete (malware, spyware, spam, phishing) oltre che esposta a minacce extra-Internet (ad esempio la sottrazione fisica dei nastri).

La proposta non prevede inoltre disposizioni di sicurezza che indichino come procedere una volta raccolta l'informazione nello Stato membro, se e in che modo l'informazione debba essere trasferita ad altri Stati membri, e che vietino il trasferimento dei dati memorizzati a paesi extra-UE. Tutti questi aspetti inerenti alla sicurezza rappresentano altrettante minacce per il consumatore europeo.