PARLAMENTO EUROPEO

RELAZIONE
sulla comunicazione della Commissione "eEurope 2002: accessibilità e contenuto dei siti Internet delle amministrazioni pubbliche"

(COM(2001) 529 - C5-0074/2002 - 2002/2032(COS))

PAGINA REGOLAMENTARE

Con lettera del 25 marzo 2002 la Commissione ha trasmesso al Parlamento la sua comunicazione "eEurope 2002: accessibilità e contenuto dei siti Internet delle amministrazioni pubbliche" (COM(2001) 529 - 2002/2032(COS)).

Nella seduta del 27 febbraio 2002 il Presidente del Parlamento ha comunicato di aver deferito tale comunicazione alla commissione per l'industria, il commercio estero, la ricerca e l'energia per l'esame di merito e, per parere, alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali e alla commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione, i mezzi d'informazione e lo sport (C5-0074/2002).

Nella riunione del 22 novembre 2001 la commissione per l'industria, il commercio estero, la ricerca e l'energia ha nominato relatore Bastiaan Belder.

Nelle riunioni del 26 marzo 2002 e 23 aprile 2002 ha esaminato la comunicazione della Commissione e il progetto di relazione.

Nell'ultima riunione indicata ha approvato la proposta di risoluzione all'unanimità.

Erano presenti al momento della votazione Carlos Westendorp y Cabeza (presidente), Peter Michael Mombaur (vicepresidente), Yves Piétrasanta (vicepresidente), Jaime Valdivielso de Cué (vicepresidente), Bastiaan Belder (relatore), Gordon J. Adam (in sostituzione di Harlem Désir), Nuala Ahern, Konstantinos Alyssandrakis, Sir Robert Atkins, Luis Berenguer Fuster, Guido Bodrato, Giles Bryan Chichester, Nicholas Clegg, Concepció Ferrer, Norbert Glante, Malcolm Harbour (in sostituzione di Werner Langen), Roger Helmer (in sostituzione di Michel Hansenne), Hans Karlsson, Bashir Khanbhai, Rolf Linkohr, Caroline Lucas, Marjo Matikainen-Kallström, Eryl Margaret McNally, Elizabeth Montfort, William Francis Newton Dunn (in sostituzione di Willy C.E.H. De Clercq), Giuseppe Nisticò (in sostituzione di Paolo Pastorelli), Josu Ortuondo Larrea (in sostituzione di Claude Turmes), Elly Plooij-van Gorsel, Samuli Pohjamo (in sostituzione di Colette Flesch), Godelieve Quisthoudt-Rowohl, Bernhard Rapkay (in sostituzione di Erika Mann), Daniela Raschhofer, Imelda Mary Read, Carlos Ripoll i Mart'nez Bedoya, Mechtild Rothe, Christian Foldberg Rovsing, Paul Rübig, Konrad K. Schwaiger, Esko Olavi Seppänen, Gary Titley, W.G. van Velzen, Alejo Vidal-Quadras Roca, Dominique Vlasto e Olga Zrihen Zaari.

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali e la commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione, i mezzi d'informazione e lo sport hanno deciso il 23 ottobre 2001 e il 12 dicembre 2001 di non esprimere parere.

La relazione è stata depositata il 24 aprile 2002.

Il termine per la presentazione di emendamenti sarà indicato nel progetto di ordine del giorno della tornata nel corso della quale la relazione sarà esaminata.

PROPOSTA DI RISOLUZIONE

Risoluzione del Parlamento europeo sulla comunicazione della Commissione "eEurope 2002: accessibilità e contenuto dei siti Internet delle amministrazioni pubbliche"

(COM(2001) 529 - C5-0074/2002 - 2002/2032(COS))

Il Parlamento europeo,

- vista la comunicazione della Commissione (COM(2001) 529 - C5-0074/20021),

- viste le conclusioni del Consiglio europeo di Feira del 19 e 20 giugno 20002,

- viste le conclusioni del Consiglio europeo di Nizza del 7-8-9 dicembre 20003,

- visto l'articolo 47, paragrafo 1, del regolamento,

- vista la relazione della commissione per l'industria, il commercio estero, la ricerca e l'energia (A5-0147/2002),

A. considerando che, nel giugno 2000, il Consiglio europeo di Feira ha adottato il "Piano d'azione eEurope 2000", volto ad aprire la società dell'informazione a tutti i cittadini europei e ha riconosciuto che un'attenzione speciale deve essere accordata alle persone disabili e alla lotta contro l'esclusione dalle tecnologie dell'informazione;

B. considerando che nel dicembre 2000 il Consiglio europeo di Nizza ha riconosciuto la necessità di combattere ogni forma di emarginazione, comprese quelle legate alla disabilità e all'età,

C. considerando che Internet, come parte della società, è uno strumento destinato alla società nel suo complesso e che è fondamentale offrire a tutti i gruppi sociali un accesso tecnologicamente neutro alle informazioni pubbliche,

D. considerando che i governi, a motivo delle loro responsabilità pubbliche, devono dare l'esempio ad altre istituzioni pubbliche e al resto della società nella misura in cui possono, da un lato, influenzare il mercato come "clienti promotori" mediante l'acquisto di siti web che rispondano alle esigenze dei disabili e degli anziani e, dall'altro, possono fungere da datori di lavoro assumendo persone disabili,

E. considerando che l'accesso delle persone disabili e degli anziani ai siti WEB delle amministrazioni pubbliche e al loro contenuto è un'opportunità per migliorare la loro partecipazione alla società;

F. considerando che le capacità digitali degli anziani sono inferiori rispetto ad altri gruppi di età e che l'acquisizione di tali capacità richiede uno sforzo considerevolmente maggiore per gli anziani che per i giovani;

G. considerando che non è la disabilità ad impedire alle persone di utilizzare il web, bensì la mancanza di consapevolezza dei potenziali vantaggi e della disponibilità di tecnologie, formazione e assistenza adeguate che consentano loro di avvalersi di servizi online;

H. considerando che nel corso dell'ultimo decennio le organizzazioni che rappresentano i disabili e gli anziani hanno espresso una esigenza reale di partecipare alla società dell'informazione,

I. considerando che coloro che hanno difficoltà di lettura e di comprensione del testo incontrano problemi specifici di accesso al contenuto dei siti web per cui si rendono necessarie non solo presentazioni alternative ma anche modifiche al testo al fine di presentare il contenuto in un linguaggio semplice e di facile comprensione,

J. considerando che l'acquisto di un computer comporta spese che costituiscono uno sforzo finanziario considerevole per le persone con un reddito più limitato, categoria alla quale molto spesso appartengono i disabili; che i costi sostenuti per accedere ad Internet sono elevati non solo in termini assoluti, ma anche a motivo delle apparecchiature speciali richieste; e che questo problema è tanto più pressante dal momento che la maggior parte dei siti Internet è per loro inaccessibile;

K. considerando che il Consorzio Mondiale del Web ha istituito la Web Accessibility Initiative (WAI) e che, nel quadro di quest'ultima, ha sviluppato le linee guida sull'accessibilità della Rete (versione 1.0), note come "Linee guida", riconosciute come la norma mondiale per la progettazione di siti Web accessibili; e che la W3C/WAI ha elaborato una serie di orientamenti denominati Authoring Tools Accessibility Guidelines (ATAG) 1.0 per programmatori di software, che spiegano come utilizzare una serie di strumenti di authoring per la creazione di siti Web accessibili e come rendere accessibile il software stesso;

L. considerando che, accanto agli standard puri quali (X)HTML e XML, alcuni produttori inseriscono elementi non standard nei loro software, oppure usano formati come il DHTML (che contengono script che non possono essere supportati da alcuni programmi screen reader o Macromedia Flash files),), determinando così problemi di accessibilità per coloro che, per esigenze di accessibilità, si servono di software che supportano unicamente funzionalità standard,

M. considerando che l'UE ha già finanziato e promosso iniziative volte a facilitare l'utilizzo delle nuove tecnologie da parte delle persone disabili e degli anziani,

N. considerando che, se l'accesso ad un sito Web richiede l'installazione di un browser di un particolare produttore, tale dipendenza rispetto al produttore stesso può dar luogo a timori quanto al rispetto della libera concorrenza e creare ostacoli per quanto riguarda l'accessibilità;

O. considerando le differenze esistenti tra gli Stati membri nella promozione dell'accessibilità delle persone disabili e degli anziani ai siti Web delle amministrazioni pubbliche e al loro contenuto;

P. considerando che il piano d'azione eEurope 2002 specifica che "i siti web delle pubbliche amministrazioni degli Stati membri e delle istituzioni europee e i relativi contenuti devono essere impostati in maniera tale da consentire ai disabili di accedere alle informazioni e di sfruttare al massimo le opportunità offerte dal sistema di amministrazione on-line" (COM(2000) 330 del 24 maggio 2000);

Q. considerando che i futuri Stati membri dell'UE si sono impegnati a prendere provvedimenti per promuovere una società dell'informazione per tutti, consentendo l'accesso pubblico alle informazioni governative e la partecipazione da parte dei disabili e degli anziani, che in periodi di transizione e riforma rappresentano categorie vulnerabili;

R. considerando che l'Unione europea e gli Stati membri sono invitati a realizzare tale obiettivo mediante l'adozione delle linee guida WAI per i siti Web delle amministrazioni pubbliche entro la fine del 2001;

S. considerando che l'UE e gli Stati membri sono stati invitati a rivedere le relative legislazione e norme per garantire, entro la fine del 2002, la conformità dei principi di accessibilità e la creazione, nonché l'inserimento in rete, di centri nazionali di eccellenza nel settore del "design per tutti" e a creare raccomandazioni per un curriculum europeo in "design per tutti" destinato ai progettisti e agli ingegneri;

T. considerando che il rispetto delle "Linee guida" richiederà uno sforzo finanziario estremamente limitato, o addirittura inesistente, per i progettisti di siti Web;

U. considerando che la Commissione europea propone, inoltre, di giungere all'accessibilità dei siti Web privati entro il 2003 e di iniziare con quei siti che beneficiano di finanziamenti pubblici;

1. accoglie favorevolmente la comunicazione della Commissione sull'accessibilità e il contenuto dei siti Internet delle amministrazioni pubbliche;

2. ribadisce la necessità di evitare qualsiasi forma di esclusione dalla società e quindi anche dalla società dell'informazione, e chiede in particolare l'integrazione delle persone disabili e degli anziani;

3. riconosce che sono state promosse e finanziate, a livello europeo, iniziative efficaci nel settore dell'accesso delle categorie più deboli dei cittadini alla società dell'informazione, come TIDE e nel quadro del IV e V programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico;

4. invita le istituzioni europee e gli Stati membri ad adempiere pienamente alle "Linee guida" entro il 2003, Anno europeo dei disabili; e li esorta a conformarsi alle Authoring Tools Accessibility Guidelines (ATAG) 1.0, sempre entro il 2003, al fine di consentire ai disabili non soltanto di leggere le pagine web ma anche di gestirne il contenuto (gestione dei contenuti);

5. concorda con la Commissione europea quanto alla necessità che anche le amministrazioni regionali e locali si attengano alle "Linee guida" per la progettazione dei loro siti Web;

6. invita la Commissione europea e gli Stati membri a promuovere il dialogo con i rappresentati dei disabili e degli anziani per consentire loro di sormontare gli ostacoli che impediscono la loro piena integrazione nella società, come la capacità di accedere alle nuove tecnologie;

7. accoglie favorevolmente la cooperazione tra l'UE e i paesi candidati e l'adozione del piano d'azione eEurope+ 2003 e rammenta che quest'ultimo prevede l'accessibilità alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) e a servizi d'informazione on- line, tenendo conto in particolare delle esigenze dei disabili, quale precondizione per garantire una società dell'informazione aperta a tutti;

8. chiede alla Commissione di verificare il rapporto costi-benefici ottenuto mediante il rispetto delle linee guida per i progettisti e i fornitori dei siti Internet; rileva che tener conto dei criteri di accessibilità al momento dello sviluppo dei prodotti si rivela più redditizio, sotto il profilo dei costi, che riprogettare i siti Web e la tecnologia afferente in un secondo tempo; sottolinea che il rispetto delle Linee guida potrebbe comportare benefici commerciali dal momento che il servizio diviene accessibile ad un pubblico più vasto;

9. auspica l'adozione di iniziative volte a migliorare la posizione degli anziani in termini di capacità digitali e invita gli Stati membri e la Commissione ad uno scambio delle migliori prassi nel settore;

10. rileva l'opportunità che l'accesso ai siti Internet può offrire alle persone disabili per reinserirsi nel mercato del lavoro e partecipare alla vita sociale e sottolinea che tali questioni rivestono un'importanza fondamentale, segnatamente in molti paesi candidati dell'ex blocco comunista, poiché l'accesso ai servizi sociali è reso più complicato dal periodo di transizione nel corso del quale le strutture pubbliche sono soggette ad una riforma permanente;

11. chiede uno scambio attivo delle migliori prassi e un processo di analisi comparativa che tenga conto delle esigenze dei paesi candidati;

12. ricorda che la disponibilità di hardware e software speciali e la compatibilità dell'informazione con l'hardware e il software (requisiti di accessibilità) non costituiscono l'unica barriera all'accesso delle persone disabili e degli anziani, poiché le capacità degli utenti sono di importanza fondamentale, e che pertanto l'informazione fornita tramite Internet dovrebbe essere strutturata in modo tale da essere di facile utilizzo in particolare per coloro che non hanno dimestichezza con le tecnologie informatiche; ad esempio, le informazioni sui servizi sociali per i bambini disabili potrebbero essere suddivise per gruppi di età; sottolinea l'opportunità della formazione per coloro che offrono informazioni alle persone con disabilità cognitive per metterli in grado di affrontare le caratteristiche dello strumento Internet con le sue possibilità e i suoi limiti;

13. invita le istituzioni e i governi europei a promuovere i principi relativi al design accessibile di tutti i tipi di apparecchiature che possono essere utilizzate per accedere ad Internet. Ciò si può ottenere mediante campagne di sensibilizzazione relativamente all'accessibilità del design e a misure quali la normalizzazione delle apparecchiature;

14. invita la Commissione europea e gli Stati membri a cooperare con i produttori al fine di promuovere lo sviluppo e la commercializzazione di apparecchiature che consentano ai disabili di accedere ad Internet in modo semplice e poco costoso da casa;

15. invita la Commissione a dare particolare rilievo all'attuazione della linea guida 14 delle Linee guida per l'accessibilità ai contenuti del Web, la quale prevede che i documenti siano chiari e semplici e quindi di facile comprensione, al fine di contrastare l'ulteriore esclusione delle persone con problemi di lettura o disabilità intellettuali dall'e-government e dal web;

16. sottolinea il ruolo che le relazioni sociali ed umane svolgono per le persone disabili e gli anziani al fine di permettere loro di partecipare alla vita sociale e ritiene che l'accessibilità ai siti Internet delle amministrazioni pubbliche costituisca per loro un'opportunità, pur non dovendo essere lo strumento esclusivo per poter accede all'informazione del settore pubblico;

17. ritiene che il rispetto delle attuali "Linee guida" costituisca un passo avanti: sottolinea, tuttavia, l'importanza di un ulteriore sviluppo, adozione e attuazione dei nuovi miglioramenti (o nuove versioni) delle "Linee guida" poiché il settore di Internet evolve con molta rapidità;

18 sottolinea che le soluzioni che determinano una dipendenza dal produttore in casi specifici comportano problemi di accessibilità; ritiene, inoltre, che il contenuto pubblico dovrebbe essere salvaguardato e messo a disposizione in un format universalmente accessibile, vale a dire (X)HTML e XML; dal momento che altri standard - come il DHTML - sono ammissibili soltanto se un sito è disponibile sia in tali formati che nel formato puro come (X)HTML o XML;

19. propone di progettare i siti Web in modo che supportino più browser o versioni di browser per consentire agli utenti di tecnologia assistiva di accedervi;

20. chiede agli Stati membri di istituire un "punto informazioni" per suggerire quali azioni dovrebbero e potrebbero essere adottate in caso di reclami quanto alla mancata osservanza delle "Linee guida";

21. Esprime pieno sostegno ad ulteriori ricerche volte ad elaborare criteri misurabili per quanto riguarda il rispetto delle "Linee guida" e la procedura di reclamo prevista dalla Web Accessibility Initiative;

22. invita i governi ad impegnarsi maggiormente per sensibilizzare le persone disabili ai benefici del collegarsi on-line, e a incoraggiare un maggiore avvicinamento ad Internet da parte delle persone con disabilità concedendo sovvenzioni a favore della tecnologia, della formazione e dell'assistenza;

23. si dichiara completamente favorevole al protrarsi delle ricerche nel settore del WAI e sottolinea l'importanza della ricerca e dello sviluppo per creare apparecchiature speciali destinate all'utilizzo di persone con handicap funzionali;

24 sottolinea che, per quanto riguarda i siti Internet privati, i prodotti e gli strumenti, la promozione delle linee guida per l'accessibilità al settore privato dovrebbe essere avviata quanto prima possibile e che i siti Web che hanno una funzione commerciale dovrebbero essere il primo obiettivo, seguiti da quelli con una funzione sociale;

25. propone che sia gli Stati membri sia la Commissione europea richiedano che i progetti, le azioni e le organizzazioni che beneficiano di finanziamenti pubblici e comportano la progettazione di siti web, rispettino le "Linee guida"; invita inoltre gli Stati membri e la Commissione europea a raccomandare vivamente l'attuazione delle "Linee guida" nei progetti, azioni e organizzazioni che beneficiano di finanziamenti pubblici che non comportano la progettazione di siti web;

26. rammenta che le istituzioni europee e i governi degli Stati membri hanno una responsabilità pubblica e li invita a rendere i propri siti Web accessibili alle persone anziane e ai disabili e a servirsi soltanto di software accessibile, dando così l'esempio a tutte le altre istituzioni pubbliche e al resto della società;

27. rileva che gli Stati membri dell'UE e altri organismi pubblici possono introdurre una richiesta specifica concernente il rispetto delle linee guida per l'accessibilità nelle gare di appalto di beni e servizi;

28. ritiene che la promozione di un sistema di indici di qualità e dell'analisi comparativa per l'accessibilità al Web contribuirebbe a stimolare tempestivi miglioramenti nella progettazione e nella tecnologia; invita la Commissione a rafforzare la propria funzione di coordinamento nello sviluppo e nel miglioramento di tali norme; conferma inoltre che nelle analisi comparative sull'eEurope andrebbe messa in evidenza la performance relativa all'accessibilità;

29. ritiene che le politiche comunitarie in materia di appalti pubblici debbano esigere l'aspetto relativo all'accessibilità a persone disabili, in quanto ciò potrebbe rivelarsi un importante fattore per promuovere una tecnologia dell'informazione e della comunicazione;

30. sottolinea il fatto che, ai fini dell'accessibilità, è fondamentale che i siti web abbiano un livello di conformità "Doppia-A", ovvero che sia pienamente applicato il livello di Priorità 2 delle linee guida del WAI;

31. rileva che le iniziative di governo volte alla sensibilizzazione per quanto riguarda l'accessibilità del Web e alla incorporazione di questo aspetto nella formazione dei progettisti di siti Web, rappresentano possibili modi per incoraggiare il settore privato a rendere accessibili i siti web;

32. invita la Commissione a riferire al Parlamento europeo quanto ai progressi realizzati dagli Stati membri e dalle Istituzioni europee nell'applicazione delle "Linee guida" entro la fine del 2002;

33. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia, alla Corte dei conti, al Comitato delle regioni, al Comitato economico e sociale, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e ai governi e parlamenti dei paesi candidati.

 

MOTIVAZIONE

La comunicazione è volta a rendere i siti Internet delle amministrazioni pubbliche più accessibili ai 37 milioni di cittadini dell'Unione che sono disabili e anziani e il cui numero è in costante aumento. Tali gruppi rischiano di essere esclusi dall'accesso ai siti a causa delle barriere tecniche, la maggior parte delle quali possono essere eliminate mediante una specifica progettazione del sito, basata su norme relative al contenuto, alla struttura e alla codificazione del sito stesso.

Il Consorzio Mondiale del Web (W3C) ha creato talune linee guida (Web Content Accessibility Guidelines WCAG1.0), destinate alle attività future dei progettisti di siti, nel contesto dell'iniziativa per l'accessibilità Web nel quadro del programma Applicazioni telematiche del programma Ricerca e sviluppo della Commissione. Il W3C sviluppa tecnologie interoperative (specifiche, linee guida, software e strumenti) che permettono al Web di conseguire il suo pieno potenziale come forum di informazione, commercio, comunicazione e comprensione collettiva. L'Iniziativa per l'accessibilità Web (WAI), in coordinamento con le organizzazioni mondiali, cerca di conseguire l'accessibilità del Web mediante cinque settori: tecnologia, linee guida, strumenti, istruzione e discriminazione, ricerca e sviluppo.

Le Linee guida 1.0 per l'accessibilità al contenuto Web sono riconosciute come la norma mondiale de facto per la progettazione di siti Web accessibili. Esse hanno un impatto sul miglioramento dell'accesso Web in tutto il settore pubblico, segnatamente in materia di salute (eHealth), poteri pubblici (eGovernment) e apprendimento on line (eLearning) e sono oggetto di in costante esame e sviluppo nell'ambito del W3C WAI.

Gli Stati membri e le istituzioni UE avrebbero dovuto adottare ed attuare le Linee guida entro il 2001. Gli Stati membri dell'UE hanno deciso di procedere ad uno scambio di informazioni e di valutare i progressi realizzati. Un "sistema di accessibilità on line per tutti i gruppi di esperti" controlla lo stato di avanzamento dell'accessibilità Web e la miglior prassi nell'UE. Il piano d'azione eEurope prevedeva, inoltre, che l'UE e i suoi Stati membri rivedessero la legislazione e le norme afferenti per adempiere ai principi di accessibilità entro il 2002, garantire la creazione e il funzionamento in rete di centri nazionali di eccellenza in materia di progettazione per tutti e creare raccomandazioni per un curriculum UE "design per tutti", destinato ai progettisti e agli ingegneri.

Nel giugno 2000, il Vertice di Feira ha adottato il piano di azione "eEuropa 2002", volto a rendere accessibile a tutti i cittadini dell'Unione europea la società dell'informazione: un'attenzione speciale doveva essere destinata alle persone disabili e alla lotta contro l'esclusione dalle tecnologie dell'informazione. Nel dicembre 2000, il Vertice di Nizza si è dichiarato favorevole alla lotta contro ogni forma di emarginazione, compresa quella collegata alla disabilità e all'età.

Il vostro relatore condivide tale volontà politica ed accoglie con favore iniziative comunitarie e nazionali volte a conferire alle persone disabili e agli anziani l'opportunità di partecipare appieno alla vita sociale. Le disabilità fisiche e l'età non dovrebbero limitare l'accesso alle fonti di informazioni pubbliche.

L'interesse nei confronti delle esigenze degli utenti permette di comprendere gli ostacoli in materia di accesso ai siti Internet e alla misura in cui le Linee guida potranno contribuire a fornire le soluzioni. Il rispetto delle Linee guida migliorerà l'accesso all'informazione pubblica. La società dell'informazione non è un obiettivo in se stessa, ma uno strumento per migliorare la partecipazione sociale. Internet costituisce uno strumento per la società nel suo complesso: è fondamentale fornire un accesso tecnologicamente neutro a tutti i cittadini e, segnatamente, dare ai gruppi più deboli l'opportunità di partecipare normalmente alla vita della società.

La disponibilità di hardware e software speciali e la compatibilità dell'informazione con il software e l'hardware assistiti (requisiti di accessibilità) non costituiscono le sole condizioni di accesso per le persone disabili e gli anziani: le capacità dell'utilizzatore sono anch'esse di importanza fondamentale. Non si tratta esclusivamente di conoscenze tecniche. La logica che regola un sito Web costituisce spesso un ostacolo nascosto. L'informazione dovrebbe essere strutturata in modo tale da essere di facile comprensione, soprattutto per coloro che non hanno familiarità con le tecnologie dell'informazione. I siti Web di informazione pubblica relativi a servizi pubblici, in particolare quelli riservati alle persone disabili e agli anziani, dovrebbero essere concepiti in funzione dei loro utenti. Ad esempio, l'informazione relativa ai servizi pubblici a favore dei bambini disabili potrebbe essere strutturata in modo tale che siano immediatamente identificabili i servizi forniti, per quale disabilità e per quale fascia di età.

Il vostro relatore sottolinea, inoltre, che l'acquisto di un computer implica spese che le categorie svantaggiate della popolazione non sempre possono affrontare.

La preoccupazione maggiore del vostro relatore è costituita dalla partecipazione delle persone disabili e degli anziani alla società. Egli invita gli Stati membri dell'Unione europea e le sue istituzioni a dialogare con le organizzazioni che rappresentano le persone disabili e gli anziani per individuare i problemi ed eliminare le barriere alla loro integrazione. Le relazioni sociali ed umane che le persone disabili o gli anziani possono coltivare nelle loro vite non dovrebbero essere trascurate. L'accesso alla società dell'informazione è un'opportunità da non perdere, non un modo per ridurre i contatti sociali. Pertanto, l'accesso ai siti Internet delle amministrazioni pubbliche non dovrebbe essere utilizzato come un argomento per rendere Internet lo strumento esclusivo di accesso all'informazione pubblica.

La comunicazione copre varie categorie di persone ed è impossibile specificare gli ostacoli per ciascuna di esse. Tuttavia, alcuni elementi specifici possono essere individuati per i due gruppi che ne costituiscono l'obiettivo, gli anziani e le persone disabili.

Per quanto riguarda gli anziani, esiste uno scarto tra la generazione giovane e la più anziana per quanto riguarda le capacità di utilizzo del computer. Il rispetto delle Linee guida costituisce il requisito essenziale per l'installazione del software che verrà utilizzato dagli anziani, vale a dire un software che offra l'opzione di rallentare i movimenti della sovraimpressione o la possibilità di evitarli del tutto. Il vostro relatore auspica iniziative per migliorare la posizione spesso svantaggiata degli anziani in termini di capacità digitali e chiede agli Stati membri e alla Commissione di procedere ad uno scambio delle migliori prassi in tale settore.

La differenza nelle capacità digitali tra le persone disabili e le persone non disabili è anche maggiore di quella che esiste tra i giovani e gli anziani. Le persone disabili devono compiere uno sforzo considerevolmente maggiore per conseguire tali capacità. Esse appartengono, relativamente spesso, ai gruppi di minor reddito. Le spese che affrontano per accedere ad Internet sono elevate in termini assoluti, a causa delle apparecchiature speciali (strumenti assistiti) di cui necessitano. Ciò costituisce una questione ancora più urgente, poiché gran parte delle strutture pubbliche di Internet non gli sono accessibili.

I nuovi sviluppi nella tecnologia del linguaggio permetteranno forse di sostituire le tastiere con comandi vocali: ciò sarebbe utile per le persone con problemi di tipo visivo o motorio.

Fintanto che il comando vocale non verrà applicato diffusamente, esse ricorrono ad altre tecnologie. Le persone con problemi di tipo visivo hanno bisogno di strumenti hardware e software per passare dal testo al linguaggio o all'alfabeto Braille. Le persone con problemi motori possono essere aiutate con tastiere speciali. Le persone con difficoltà di tipo uditivo possono anch'esse disporre di una tecnologia adeguata, ad esempio l'intestazione di video ed immagini.

Per quanto riguarda, segnatamente, le persone disabili, il vostro relatore ritiene che l'accesso ai siti Web possa offrire loro l'opportunità di reinserirsi nella società attraverso il mercato del lavoro.

I governi svolgono un ruolo importante a tale riguardo, poiché dispongono di una capacità di influenzare il mercato come "clienti promotori" " ordinando esclusivamente siti Web accessibili.

Per quanto riguarda le persone con disabilità relative all'apprendimento, è fondamentale l'ergonomica dell'informazione. È praticamente impossibile giungere ad un'unica raccomandazione universale per rendere il testo comprensibile a tutti. Sarebbe, pertanto, auspicabile che coloro che forniscono l'informazione alle persone con disabilità relative all'apprendimento ricevano un addestramento sulle modalità con le quali affrontare le caratteristiche dello strumento Internet e le possibilità e le impossibilità di tale strumento.

Il vostro relatore accoglie favorevolmente la definizione delle Linee guida e l'impegno degli Stati membri e delle Istituzioni comunitarie ad osservarle. Le attuali norme di accessibilità costituiscono un passo avanti, ma sono necessari ulteriori sviluppi nel settore poiché Internet subisce un'evoluzione estremamente rapida.

Tuttavia, l'accessibilità non dipende solo sull'osservanza delle linee guida WAI. Innanzitutto, gli standard (X)HTML e XML sono utilizzati in tutti i siti Web ma non sono applicati in modo coerente e corretto. Il risultato può essere che i siti Web non risultano accessibili a tutti.

Questo è particolarmente problematico per le persone disabili con apparecchiature speciali di navigazione. Si dovrebbe esigere un'applicazione coerente e corretta delle norme.

Attualmente, gli standard sono ben sviluppati ma una loro impropria applicazione da parte dei progettisti dei siti Web li rende inaccessibili.

Inoltre, l'accessibilità non viene integrata in modo ottimale nel processo di progettazione dei siti Web. I programmi e gli strumenti utilizzati per la progettazione delle pagine Internet non risultano per definizione nei siti accessibili. Per esempio, i programmi non chiedono automaticamente il relativo testo quando un'immagine viene inserita nella pagina Web, causando in tal modo problemi per le persone disabili. In tale settore sono possibili miglioramenti. Ad esempio, il W3C/WAI ha sviluppato una serie di linee guida denominate Authoring Tools Accessibility Guidelines 1.0 per i programmatori di software, che spiegano come utilizzare una serie di strumenti di authoring per la creazione automatica di siti Web accessibili e per la creazione dello stesso software.

Taluni siti Web richiedono l'installazione di una versione più recente di un browser prima che sia possibile ottenere l'accesso. Ciò è particolarmente problematico per le persone disabili. I non vedenti, ad esempio, fanno ricorso ad un pacchetto di hardware e software speciali che deve essere rinnovato dopo un certo periodo di tempo. Essi hanno, pertanto, buoni motivi per non rinnovare, nel frattempo, il loro software. Ciò determina problemi di accessibilità.

Sarebbe opportuno verificare se, in futuro, sarà possibile realizzare l'accessibilità dei contenuti dei siti Web indipendentemente dal tipo di browser.

Inoltre, se l'accesso a un sito Web richiede l'installazione di un browser di un produttore particolare, una soluzione simile potrebbe recare detrimento ad un'equa concorrenza.

Se i requisiti per l'accessibilità dei siti Web sono inglobati nello sviluppo dei siti Web sin dall'inizio, è probabile che non ci saranno costi supplementari.

Al fine di conseguire l'obiettivo del piano d'azione eEuropa 2002, l'Unione europea e i suoi Stati membri avrebbero dovuto adottare le Linee guida entro il 2001. Il vostro relatore fa proprie le intenzioni degli Stati membri e delle istituzioni comunitarie, nonché l'auspicio che anche le amministrazioni regionali e locali rispettino le Linee guida. Per quanto riguarda l'obiettivo di conseguire una piena osservanza, anche da parte dei siti Web privati, delle Linee guida entro e non oltre il 2003, anno europeo dei disabili, sono necessari sforzi considerevoli.

Poiché i siti Web detengono una funzione sociale e sono di importanza speciale per le persone disabili e gli anziani, questi dovrebbero essere i primi ad attenersi alle Linee guida.

La consultazione con i progettisti di siti Web e i loro fornitori ha dimostrato che l'osservanza delle Linee guida non determina alcuno sforzo finanziario, o solo spese di lievissima entità, che influiscono in modo molto marginale sui costi di sviluppo. Inglobare i criteri di accessibilità relativi alle persone disabili e agli anziani nello sviluppo del prodotto si rivela più redditizio, sotto il profilo dei costi, che riprogettare i siti Web e la tecnologia afferente in un momento successivo. Tuttavia, il vostro relatore chiede alla Commissione di verificare le conseguenze finanziarie del rispetto delle Linee guida, poiché ciò costituirà un fattore importante anche per il settore privato.

Con l'appoggio dell'Unione europea, i paesi candidati si sono impegnati ad avanzare nella promozione della società dell'informazione per tutti, mediante l'adozione del "programma eEuropa+ 2003". Il programma è basato anche sul principio che l'accessibilità alle tecnologie dell'informazione e all'informazione e ai servizi online, tenendo particolarmente conto delle esigenze delle persone disabili, costituisce un requisito fondamentale per garantire una società dell'informazione aperta a tutti.

Il vostro relatore accoglie con favore l'impegno a facilitare la situazione delle persone disabili e degli anziani che vivono nei paesi candidati dell'ex blocco comunista. I cittadini svantaggiati di tali paesi si trovano confrontati ad un numero di ostacoli maggiori rispetto ai cittadini dell'UE. In questo difficile periodo di transizione, l'iniziativa dei paesi candidati è degna di nota e la posizione di questi gruppi vulnerabili necessita della dovuta attenzione.

Questo nuovo inizio, come uno stimolo per la coesione sociale, è necessario e dimostra che l'accesso pubblico all'informazione e la partecipazione delle persone disabili e degli anziani vengono presi seriamente in considerazione. Il vostro relatore, pertanto, accoglierebbe con favore uno scambio attivo di miglior prassi che tenga conto delle necessità dei paesi candidati.

Il vostro relatore riconosce l'iniziativa promossa e finanziata dall'Unione europea nel settore dell'accesso delle categorie svantaggiate di cittadini alla società dell'informazione, come TIDE, e nel quadro del IV e V programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico. Tali iniziative rappresentano un passo avanti nella partecipazione delle persone disabili e degli anziani nella società e sono state gestite con la partecipazione delle organizzazioni che rappresentano tali categorie.

Egli sottolinea l'importanza di un'ulteriore ricerca in conformità con l'Iniziativa WAI e la ricerca e lo sviluppo nel settore delle apparecchiature speciali (tecnologia assistita) che possono rispondere alle esigenze delle persone con disabilità funzionali.

Infine, egli chiede agli Stati membri e alle istituzioni europee la creazione di punti informazioni indipendenti all'interno degli Stati membri dell'UE, da istituirsi con gli organi pubblici e privati interessati. Il loro compito principale dovrebbe essere di suggerire le azioni da avviare in caso di reclamo quanto alla mancata osservanza delle Linee guida nei siti Web delle amministrazioni pubbliche degli Stati membri e/o delle istituzioni europee.

NOTE
1. GU C .../Non ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale.
2. SN 200/1/2000.
3. SN 400/00