FINALE
A5-0380/2001

5 novembre 2001

III RELAZIONE
sul progetto comune, approvato dal comitato di conciliazione, di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 91/308/CEE del Consiglio, del 10 giugno 1991, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività illecite

PE-CONS 3654/2001 - C5-0496/2001 – 1999/0152(COD))

Delegazione del Parlamento europeo al comitato di conciliazione

Relatore: Klaus-Heiner Lehne

PAGINA REGOLAMENTARE

Nella seduta del 5 luglio 2000 il Parlamento ha definito la sua posizione in prima lettura sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 91/308/CEE del Consiglio, del 10 giugno 1991, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività illecite (COM(1999) 352 – 1999/0152 (COD)).

Nella seduta del 17 gennaio 2001 la Presidente del Parlamento ha annunciato di aver ricevuto la posizione comune, che ha deferito alla commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni (12469/1/2000 - C5-0678/2000).

Nella seduta del 5 aprile 2001 il Parlamento ha approvato alcuni emendamenti alla posizione comune.

Con lettera del 5 luglio 2001 il Presidente del Consiglio ha informato il Parlamento della necessità di prorogare, in conformità dell'articolo 251, paragrafo 7, del trattato CE, il termine previsto per l'esame degli emendamenti del Parlamento.

Con lettera del 20 agosto 2001 il Consiglio ha fatto sapere di non essere in grado di approvare tutti gli emendamenti del Parlamento.

Il Presidente del Consiglio, d'intesa con la Presidente del Parlamento, ha convocato una riunione del comitato di conciliazione per il 18 settembre 2001.

In tale riunione il comitato di conciliazione ha esaminato la posizione comune sulla base degli emendamenti proposti dal Parlamento.

A seguito delle riunioni di delegazione ulteriori è stato raggiunto un accordo con scambio di lettere in data 2 e 10 ottobre 2001.

Nella riunione del 17 ottobre 2001 la delegazione del Parlamento al comitato di conciliazione ha approvato i risultati della conciliazione all'unanimità, con 1 astensione.

Hanno partecipato alla votazione James L. C. Provan (vicepresidente e presidente della delegazione), Renzo Imbeni (vicepresidente), Graham R. Watson (presidente della commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni), Klaus-Heiner Lehne (relatore), Maria Berger, Marco Cappato, Glyn Ford, Carmen Fraga Estévez (in sostituzione di Ana Palacio Vallelersundi), Timothy Kirkhope, Elena Ornella Paciotti, Hubert Pirker, Gerhard Schmid, Diemut R. Theato (in sostituzione di Ingo Friedrich).

Il 24 ottobre 2001 i copresidenti del comitato di conciliazione hanno constatato l'approvazione del progetto comune, in conformità del paragrafo III.8 della Dichiarazione comune sulle modalità pratiche della nuova procedura di codecisione1

La relazione è stata depositata il 5 novembre 2001.

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA

Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sul progetto comune, approvato dal comitato di conciliazione, di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 91/308/CEE del Consiglio, del 10 giugno 1991, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività illecite (PE-CONS 3654/2001 - C5-0496/2001 – 1999/0152(COD))

(Procedura di codecisione: terza lettura)

Il Parlamento europeo,

– visto il progetto comune approvato dal comitato di conciliazione e la dichiarazione della Commissione al riguardo (PE-CONS 3654/2001 - C5-0496/2001),

– vista la sua posizione in prima lettura2 sulla proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(1999) 3523),

– vista la sua posizione in seconda lettura4 sulla posizione comune del Consiglio5,

– visto il parere formulato dalla Commissione sugli emendamenti del Parlamento alla posizione comune (COM(2001) 330 - C5-0253/2001),

– visto l'articolo 251, paragrafo 5, del trattato CE,

– visto l'articolo 83 del suo regolamento,

– vista la relazione della sua delegazione al comitato di conciliazione (A5-0380/2001),

1. approva il progetto comune e ricorda la dichiarazione della Commissione al riguardo;

2. incarica la sua Presidente di firmare l'atto congiuntamente al Presidente del Consiglio, a norma dell'articolo 254, paragrafo 1, del trattato CE;

3. incarica il suo Segretario generale di firmare l'atto per quanto di sua competenza e di procedere, d'intesa con il Segretario generale del Consiglio, alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee;

4. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione legislativa al Consiglio e alla Commissione.

MOTIVAZIONE

Introduzione

Il Parlamento europeo ha regolarmente sollecitato l'aggiornamento della direttiva 91/308 del 10 giugno 1991, che costituisce uno dei principali strumenti nella lotta contro il riciclaggio di denaro derivante da reati legati alla droga.

Negli ultimi anni si è registrata la tendenza verso una definizione molto più ampia del riciclaggio di denaro, basata su una gamma più vasta di reati di "base" o "presupposto". Tale evoluzione agevola la segnalazione delle operazioni sospette e la cooperazione internazionale in questo settore. Nell'azione comune 98/699/GAI adottata dal Consiglio nel dicembre 1998, gli Stati membri hanno convenuto che tutti i reati gravi costituiscono reati di base ai fini della criminalizzazione del riciclaggio dei proventi di attività illecite.

Inoltre, a seguito dell'intensificazione dei controlli nel settore finanziario, i riciclatori di denaro hanno manifestato la tendenza ad avvalersi in misura crescente di enti non finanziari. Di conseguenza, gli obblighi stabiliti dalla direttiva in materia di identificazione dei clienti, tenuta delle registrazioni e segnalazione delle operazioni sospette dovrebbero essere estesi ad un numero limitato di attività e di professioni che si sono rivelate suscettibili di utilizzo a fini di riciclaggio.

Infine, è opportuno rivedere la definizione di "ente creditizio" e "ente finanziario" e la nuova direttiva dovrebbe chiaramente comprendere talune attività (tra l'altro le imprese d'investimento, gli uffici dei cambiavalute e le imprese di trasferimento fondi).

In conclusione, le principali modifiche alla direttiva 91/308 riguardano l'ampliamento del divieto di riciclaggio di denaro al fine di comprendere non solo il traffico di droga ma tutta la criminalità organizzata e l'estensione degli obblighi previsti dalla direttiva a talune attività e professioni non finanziarie. Gli Stati membri resteranno liberi di estendere la propria legislazione na zionale contro il riciclaggio di denaro a qualsiasi altra forma di attività criminale.

Prima e seconda lettura

L'argomento è stato affrontato nella relazione dell'on. Klaus-Heiner LEHNE (PPE-DE, D) approvata in prima lettura il 5 luglio 2000. Essa comprendeva 33 emendamenti riguardanti essenzialmente l'ampliamento del campo di applicazione della direttiva, l'estensione dell'elenco degli operatori che esulano dalle professioni finanziarie (ivi compresi i commercianti di opere d'arte e le case d'asta), lo statuto di notai e consulenti legali, i casinò e le esigenze in termini d'identificazione per quanto riguarda le polizze assicurative.

Il 30 novembre 2000 il Consiglio ha adottato la sua posizione comune, recependo circa la metà degli emendamenti del PE relativi alla gamma degli enti e delle persone coperti dalla direttiva, all'elenco degli operatori interessati, ai casinò e alla possibilità degli Stati membri di esentare talune professioni dagli obblighi in materia d'informazione.

In seconda lettura (5 aprile 2001) il Parlamento ha approvato la relazione LEHNE contenente 15 emendamenti alla posizione comune concernenti definizioni (reati di base, ente finanziario, autorità competenti), enti e persone interessate dall'inclusione di varie attività non finanziarie, esigenze in termini d'identificazione per quanto riguarda i contratti assicurativi, identificazione dei clienti nei casinò, deroghe per talune professioni (per quanto riguarda i consulenti legali e gli avvocati, il relatore ritiene indispensabile che gli avvocati possano salvaguardare la riservatezza dei propri clienti nell'esercizio del loro ruolo tradizionale di consulenti o rappresentanti legali), divulgazione di informazioni fornite alle autorità, utilizzo di informazioni e responsabilità (informazioni fornite alle autorità e utilizzate per altri fini) e tutela degli interessi finanziari delle Comunità (ruolo della Commissione e dell'OLAF).

Il 13 giugno 2001 la Commissione ha espresso parere sfavorevole su tutti gli emendamenti del Parlamento.

La direttiva in conciliazione

Poiché il Consiglio ha deciso di non poter recepire i suoi emendamenti, il Parlamento ha costituito la delegazione il 4 luglio 2001.

Hanno avuto luogo diversi triloghi (11 settembre e 9 ottobre) e riunioni di delegazione (5 settembre, 2 ottobre e 17 ottobre). La riunione del comitato di conciliazione è stata convocata per il 18 settembre 2001.

Nella sostanza, i fatti dell'11 settembre negli Stati Uniti hanno drammaticamente modificato il punto di vista sulla questione perché, a partire da quella data, la direttiva sul riciclaggio di denaro è considerata parte integrante della lotta contro il terrorismo.

Nella sua riunione del 17 ottobre la delegazione ha approvato (con 12 voti favorevoli e 1 astensione) un pacchetto di compromesso concordato con il Consiglio, articolato come segue:

- 6 emendamenti relativi a reati di base, elenco degli enti finanziari, diverse attività non finanziarie, polizze assicurative e casinò sono recepiti integralmente o in parte. È accolta per contro la posizione comune per quanto riguarda due emendamenti sulla definizione di autorità competenti e la responsabilità della divulgazione d'informazioni;

- la Commissione ha rilasciato una dichiarazione su due emendamenti riguardanti la tutela degli interessi finanziari, nella quale ribadisce l'impegno a presentare una proposta entro la fine dell'anno;

- è aggiunto un nuovo paragrafo concernente gli emendamenti sulla divulgazione di informazioni: gli Stati membri non sono tenuti ad imporre gli obblighi previsti alle professioni interessate (professionisti legali indipendenti e altri);

- l'emendamento sulle informazioni fornite alle autorità è accolto, con soppressione del paragrafo che riconosce agli Stati membri la facoltà di disporre che le informazioni fornite alle autorità possano essere utilizzate anche ad altri fini;

- infine, la soluzione individuata per due emendamenti chiave sugli "avvocati"stabilisce il principio secondo cui "i notai ed i professionisti legali indipendenti dovrebbero essere assoggettati alle disposizioni della direttiva quando partecipano a operazioni di natura finanziaria o societaria, per le quali è particolarmente elevato il rischio che i servizi dei predetti professionisti vengano utilizzati a fini di riciclaggio dei proventi di attività criminali" (considerando 15).

Tuttavia, "deve sussistere l'esenzione da qualsiasi obbligo di comunicare le informazioni ottenute prima, durante o dopo i procedimenti giudiziari, o nel corso dell'accertamento della posizione giuridica di un cliente. Di conseguenza, la consulenza legale è soggetta al vincolo del segreto professionale a meno che il consulente legale partecipi alle attività di riciclaggio dei proventi illeciti, la consulenza sia fornita a fini di riciclaggio o l'avvocato sia a conoscenza che il cliente chiede consulenza legale ai fini del riciclaggio dei proventi illeciti" (nuovo considerando 16). Il Consiglio voleva inizialmente inserire, nell'ultima frase, le parole "o abbia ragione di credere" dopo "sia a conoscenza". Al termine della procedura ha accettato di rinunciare a questa formulazione.

Conclusioni

La delegazione considera il risultato finale della conciliazione molto soddisfacente per il Parlamento europeo, in quanto il progetto comune ha recepito la maggior parte degli emendamenti, integralmente o in forma rielaborata. Propone quindi che il Parlamento approvi in testo in terza lettura.


NOTE
1. GU C 148 del 28.5.1999, pag. 1.
2. GU C 121 del 24.4.2001, pag. 133.
3. GU C 177 E del 27.6.2001, pag. 14.
4. Testi approvati del 5.4.2001.
5. GU C 36 del 2.2.2001, pag. 24.