LA CARTA DI TREVISO del 1990
sottoscritta da:
Consiglio Nazionale Ordine Giornalisti
Federazione Nazionale Stampa Italiana
Telefono Azzurro


FNSI e Ordine dei giornalisti, nella convinzioneche l'informazione debba ispirarsi e rispettare i principi e ivalori su cui si radica la nostra Carta costituzionale e in particolare:

* il riconoscimento che valore supremo dell' esperienzastatuale e comunitaria è la persona umana con i suoi inviolabilidiritti che devono essere non solo garantiti ma anche sviluppati,aiutando ogni essere umano a superare quelle condizioni negativeche impediscono di fatto il pieno esplicarsi della propria personalità;

* l'impegno di tutta la Repubblica, nelle sue variearticolazioni istituzionali e comunitarie, a proteggere l'infanziae la gioventù per attuare il diritto all'educazione edad una adeguata crescita umana;

dichiarano di assumere i principi ribaditi nellaConvenzione ONU del 1989 sui diritti del bambino, ed in particolare:

* che il bambino deve crescere in un'atmosfera dicomprensione e che "per le sue necessità d'interessefisico e mentale ha bisogno di particolari cure e assistenza";

* che in tutte le azioni riguardanti i bambini devecostituire oggetto di prima considerazione "il maggiore interessedel bambino" e che perciò tutti gli altri interessidevono essere a questo sacrificati;

* che nessun bambino dovrà essere sottopostoad interferenze arbitrarie o illegali nella sua "privacy"nè ad illeciti attentati al suo onore o alla sua reputazione;

* che lo Stato deve incoraggiare lo sviluppo di appropriaticodici di condotta affinchè il bambino sia protetto dainformazioni e materiali dannosi al suo benessere;

* che gli Stati devono prendere appropriate misurelegislative, amministrative, sociali ed educative per proteggerei bambini da qualsiasi forma di violenza, danno, abuso anche mentale,sfruttamento.

FNSI e Ordine dei giornalisti consapevoli che ilfondamentale diritto all'informazione può trovare dei limitiquando venga in conflitto con diritti fondamentali delle personemeritevoli di una tutela privilegiata e che, fermo restando ildiritto di cronaca, ad una specifica tutela, richiamano le specifichenormative previste dal Codice di procedura penale per i minori.Quest'ultimo, all'articolo 13 prescrive il:

"divieto di pubblicare e divulgare con qualsiasimezzo notizie o immagini idonee a identificare il minore comunquecoinvolto nel reato.

" Il nuovo Codice di procedura penale, all'articolo114, comma 6, vieta "la pubblicazione delle generalitàdell'immagine di minori, testimoni, persone offese e danneggiate...

" Sulla base di queste premesse e delle normedeotologiche contenute nell'art.2 della legge istitutiva dell'Ordineprofessionale dei giornalisti, ai fini di sviluppare un'informazionesui valori più funzionale alla crescita di una culturadell'infanzia e dell'adolescenza nel nostro Paese; la FNSI e l'Ordinenazionale dei giornalisti sottoscrivono, in collaborazione con"Telefono Azzurro", il seguente protocollo d'intesa:

a) il rispetto della persona del minore, sia comesoggetto agente, sia come vittima di un reato, richiede il mantenimentodell'anonimato nei suoi confronti, il che implica la rinunciaa pubblicare elementi che anche indirettamente possano comunqueportare alla sua identificazione;

b) la tutela della personalità del minoresi estende anche - tenuta in prudente considerazione la qualitàdella notizia e delle sue componenti - a fatti che non siano specificatamentereati (suicidio di minori, questioni relative ad adozione ed affidamento,figli di genitori carcerati, etc.) in modo che sia tutelata laspecificità del minore come persona in divenire, prevalendosu tutto il suo interesse ad un regolare processo di maturazioneche potrebbe essere profondamente disturbato o deviato da spettacolarizzazionidel suo caso di vita, da clamorosi protagonismi o da fittizieidentificazioni;

c) particolare attenzione andrà posta perevitare possibili strumentalizzazioni da parte degli adulti portatia rappresentare e a far prevalere esclusivamente il proprio interesse;

d) per i casi ove manchi una univoca disciplina giuridica,i mezzi d'informazione devono farsi carico della responsabilitàdi valutare se quanto vanno proponendo sia davvero nell'interessedel minore;

e) se, nell'interesse del minore - esempi possibilii casi di rapimento e di bambini scomparsi - si ritiene opportunola pubblicazione di dati personali e la divulgazione d'immagini,andrà comunque verificato il preventivo assenso dei genitorie del giudice competente.

Ordine dei giornalisti e FNSI raccomandano ai direttorie a tutti i redattori l'oppotunità di aprire con i lettoriun dialogo capace di andare al di là della semplice informazione;sottolineano l'opportunità che in casi di soggetti debolil'informazione sia il più possibile approfondita con uncontrollo incrociato delle fonti, con l'apporto di esperti, privilegiando,ove possibile, servizi firmati e in ogni caso in modo da assicurareun approccio al problema dell'infanzia che non si limiti all'eccezionalitàdei casi che fanno clamore, ma che approfondisca - con inchieste,speciali, dibattiti - la condizione del minore, e le sue difficoltà,nella quotidianità.

FNSI e Ordine dei giornalisti si impegnano, per lerispettive competenze:

* a individuare strumenti ed occasioni che consentanouna migliore cultura professionale,

* a prevedere che nei testi di preparazione all'esameprofessionale un apposito capitolo sia dedicato ai modi di rappresentazionedell'infanzia;

* a invitare i Consigli regionali dell'Ordine deigiornalisti e le Associazioni regionali di stampa ad organizzareassieme all'Unione nazionale dei cronisti italiani seminari distudio sulla rappresentazione dei soggetti deboli;

* ad attivare un filo diretto con le varie professionalitàimpegnate per una tutela ed uno sviluppo del bambino e dell'adolescente;

* a coinvolgere i soggetti istituzionali chiamatialla tutela dei minori;

* ad instaurare un rapporto di collaborazione stabilecon l'ufficio del Garante per la radiodifussione e l'editoria,anche nel quadro delle verifiche sui programmi attribuite al Garantedella legge sul sistema radiotelevisivo;

* a prevedere, attraverso l'auspicabile collaborazionedella Federazione italiana degli Editori, una normativa specificache rifletta nel Contratto nazionale di lavoro giornalistico,l'impegno comune a tutelare l'interesse dell'infanzia nel nostroPaese;

* a richiamare i responsabili delle reti nazionalitelevisive ad una particolare attenzione ai diritti del minoreanche nelle trasmissioni d'intrattenimento e pubblicitarie.

FNSI e Ordine dei giornalisti stabiliscono di costituire,in collaborazione con "Telefono Azzurro", insieme conle altre componenti del mondo della comunicazione che vorrannoaderire, un Comitato nazionale permanente di Garanti che possa- sentiti anche costituendi gruppi di lavoro - tempestivamentefissare indirizzi su singole problematiche, organizzare opportuneverifiche di ricerca e sottoporre agli organi di autodisciplinadelle categorie eventuali casi di violazione della deontologiaprofessionale; tali casi saranno esaminati su richiesta degliiscritti, su segnalazione dei lettori, di propria iniziativa.

Treviso, 5 ottobre 1990

Vademecum '95

I giornalisti italiani, d'intesa con Telefono Azzurro,a cinque anni dall'approvazione della Carta di Treviso, ne riconfermanoil valore e ne ribadiscono i principi a salvaguardia della dignitàe di uno sviluppo equilibrato dei bambini e degli adolescenti- senza distinzioni di sesso, razza, etnia e religione -, anchein funzione di uno sviluppo della conoscenza dei problemi minorilie per ampliare nell' opinione pubblica una cultura dell'infanziapur prendendo spunto dai fatti di cronaca.

In considerazione delle ripetute violazioni della"Carta", ritengono utile sottolineare alcune regoledi comportamento, peraltro non esaustive dell'impegno, anche inapplicazioni delle norme nazionali ed internazionali in vigore.

1) Al bambino coinvolto - come autore, vittima oteste - in fatti di cronaca, la cui diffusione possa influenzarenegativamente la sua crescita, deve essere garantito l'anonimato.Per esempio deve essere evitata la pubblicazione di tutti glielementi che possono portare alla sua identificazione, quali legeneralità dei genitori, l'indirizzo dell'abilitazioneo il Comune di residenza nel caso di piccoli centri, l'indicazionedella scuola cui appartenga.

2) Per quanto riguarda i casi d'affidamento o adozionee quelli di genitori separati o divorziati, fermo restando ildiritto di cronaca e di critica circa le decisioni dell'autoritàgiudiziaria e l'utilità di articoli e inchieste, occorrecomunque anche in questi casi tutelare l'anonimato del minoreper non incidere sull'armonico sviluppo della sua personalità.

3) Il bambino non va intervistato o impegnato intrasmissioni televisive o radiofoniche che possano ledere la suadignità nè turbato nella sua privacy o coinvoltoin una pubblicità che possa ledere l'armonico sviluppodella sua personalità e ciò a prescindere dall'eventualeconsenso dei genitori.

4) Nel caso di comportamenti lesivi o autolesivi(come suicidi, lancio di sassi, fughe da casa, ecc...) posti inessere da minorenni, occorre non enfatizzare quei particolaridi cronaca che possano provocare effetti di suggestione o emulazione.

5) Nel caso di bambini malati, feriti o disabili,occorre porre particolare attenzione nella diffusione delle immaginie delle vicende al fine di evitare che, in nome di un sentimentopietoso, si arrivi ad un sensazionalismo che finisce per diveniresfruttamento della persona.

I giornalisti riuniti a Venezia e a Treviso il 23-24-25Novembre 1995 per il Convegno "Il Bambino e l'informazione"impegnano inoltre

- il comitato Nazionale di Garanzia a:
a) diffondere la normativa esistente;

b) pubblicizzare i propri provvedimenti anche attraversoun bollettino;

c) attuare l'osservatorio previsto dalla Carta diTreviso;

d) organizzare una conferenza annuale di verificadell'attività svolta e di presentazione dei dati dell'Osservatorio;

e) coinvolgere nell'applicazione della Carta di Trevisoin modo più diretto i direttori di quotidiani, agenziedi stampa, periodici, notiziari televisivi e radiofonici;

f) sollecitare la creazione di uffici stampa pressoi Tribunali per i minorenni;

g) sviluppare in positivo la creazione di spazi informatividi comunicazione per i minorenni affinchè se ne possa parlarenella loro normalità e non soltanto nell'emergenza.

- Il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalistia:

a) prevedere che nella riforma dell'Ordine sia semplificatala procedura disciplinare e contemplata la sanzione accessoriadella pubblicazione del provvedimento;

b) organizzare seminari e incontri e quanto sia utileper confrontare l'iniziativa dei Consigli Regionali dell'Ordine;

c) coinvolgere le scuole di giornalismo come centridi monitoraggio.

Treviso, 25 novembre 1995