Il pensiero di Beppe Grillo

Solo per leggere il materiale che sarà inviato da chi ha una partita IVA,
il Garante impiegherà 400 anni.

In una intervista al settimanale "Avvenimenti" nel 1997, Beppe Grillo dice che, la legge italiana sulla privacy è giusta ma è anche ai confini della realtà.

La legge impone a chi ha una banca dati di comunicarlo per lettera all'Ufficio del Garante.

Ogni sera, dice ironicamente il comico genovese, ripeto il calcolo:
Prendiamo i 5 milioni di persone con partita IVA e mettiamo che ciascuno scriva una lettera di due pagine.

    = Cinquemilioni per due fanno diecimilioni di pagine;

    = Per leggere due pagine ci vogliono in media quattro minuti;

    = In totale, 400 anni di lavoro per uomo.

Visto che la legge parla di un Ufficio del Garante con 40 persone, ci vorranno 10 anni solo per leggere le notifiche di banche dati dei possessori di partita IVA.

Roba che Rodotà sarà sommerso dalla carta da quí a non si sa quando.

Per Grillo, l'unico modo per tutelare la propria privacy nella società dei computer è scomparire elettronicamente come i giapponesi, che sono tornati alla carta moneta. I loro banchieri sono disperati, le carte di credito non le vuole più nessuno.
Hanno capito, dice Grillo, che l'estratto conto è uno dei più formidabili strumenti di controllo planetario.