Raccomandazione del Parlamento europeo
sulla posizione dell'Unione europea alla Conferenza mondiale contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e altre forme connesse di intolleranza

B5-0340/2001

Il Parlamento europeo,

- visto l'articolo 107 del suo regolamento,

- visti gli articoli 6, 7 e 29 del trattato sull'Unione europea e l'articolo 13 del trattato CE, che impegnano l'Unione e gli Stati membri al rispetto di standard elevati in materia di diritti umani e di non discriminazione, e vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

- visti i pertinenti strumenti giuridici internazionali di cui gli Stati membri sono firmatari, in particolare la Convenzione internazionale del 1965 sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale, la Convenzione quadro del 1995 per la protezione delle minoranze nazionali e la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali,

- vista la costituzione nel 1997 dell'Osservatorio europeo sui fenomeni di razzismo e xenofobia e il ruolo importante che questo può svolgere nella lotta contro il razzismo, la xenofobia e l'antisemitismo,

- vista la direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica(1) e tenendo conto dei notevoli progressi compiuti verso l'accettazione e la celebrazione della diversità in Europa, che danno all'Unione europea l'autorità che le permette di contribuire alle deliberazioni della Conferenza mondiale,

- tenendo conto delle conferenze regionali preparatorie a Dakar, Teheran e Santiago e in particolare delle conclusioni della conferenza europea preparatoria "Tutti diversi, tutti uguali" dell'11-13 ottobre 2000, il cui sottotitolo "dalla teoria alla pratica" costituisce un imperativo da perseguire,

- considerando il risalto che l'Unione europea dà al ruolo della società civile nella lotta contro il razzismo e la discriminazione razziale e accogliendo con favore le attività portate avanti in questo settore,

- ritenendo tuttavia opportuno che l'Unione europea dedichi spazio non all'autocompiacimento bensì a trarre insegnamento anche dal resto del mondo, vista la notevole persistenza in Europa del razzismo a livello individuale ed istituzionale, e rilevando che dai risultati di sondaggi di opinione emergono motivi di preoccupazione per quanto concerne l'atteggiamento nei confronti di gruppi minoritari, che la violenza razzista sembra aumentare e che il livello di strumentalizzazione politica dei pregiudizi nei riguardi, tra l'altro, di immigrati e di richiedenti asilo ha raggiunto livelli preoccupanti,

- considerando che l'escalation del razzismo e delle violenze razziste contro le minoranze costituiscono un grave problema politico negli Stati membri, i quali questi devono prestarvi un'attenzione particolare aprendosi a un autentico dialogo interculturale e al rispetto delle diverse culture,

- considerando che il passato coloniale degli Stati membri costituisce una delle cause del razzismo e che nella sua storia recente l'Europa è stata il luogo dell'Olocausto; che è necessario che tale passato venga riconosciuto nel campo dell'istruzione europea e, in particolare, nell'insegnamento della storia d'Europa,

- considerando che a prescindere dagli sforzi effettuati dall'Unione europea e da altri organismi internazionali, il numero di atti di violenza razzista ai danni di membri di comunità di immigrati e di minoranze è aumentato in Europa e nel mondo,

- sottolineando il fatto che l'Unione europea respinge le teorie che asseriscono la superiorità razziale di particolari categorie di persone,

- esprimendo il suo appoggio alla Conferenza mondiale contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e altre forme connesse di intolleranza che si svolgerà a Durban (Sudafrica) tra il 31 agosto e il 7 settembre 2001,

- considerando la volontà degli Stati membri dell'Unione europea di affrontare l'immigrazione clandestina in modo umano, lottando contro le reti mafiose che sfruttano la miseria umana, piuttosto che applicando misure repressive contro le loro vittime,

- considerando che il razzismo e la xenofobia rappresentano l'antitesi dello spirito e della pratica di integrazione europea, che la discriminazione basata sull'origine razziale o etnica pregiudica gli obiettivi del trattato CE e che l'Unione, sviluppando un'area di libertà, sicurezza e giustizia ha un ruolo costruttivo da svolgere nelle relazioni internazionali e una responsabilità chiave per assicurare l'esito positivo della Conferenza mondiale contro il razzismo,

I. rivolge al Consiglio la seguente raccomandazione:

1. rammenta al Consiglio la risoluzione del Parlamento europeo del 21 settembre 2000 concernente la posizione dell'Unione europea alla Conferenza contro il razzismo (2);

2. ritiene che gli Stati membri e l'Unione debbano passare dalla teoria alla pratica e far sì che la lotta contro il razzismo e la xenofobia rivesta priorità sia sul piano nazionale che su quello internazionale, includendo l'opposizione attiva alla pulizia etnica e al genocidio e insistendo sulla lotta contro il razzismo e la xenofobia nel contesto dei negoziati con i paesi candidati;

3. sottolinea che l'uguaglianza dei diritti politici, sociali e culturali delle minoranze e degli immigrati è un principio che sta alla base della vita democratica e che priva i movimenti razzisti della loro fonte ideologica fornendo delle garanzie supplementari alle persone più sfavorite;

4. propone di inviare una delegazione alla Conferenza mondiale di Durban;

5. sollecita il Consiglio a includere nella posizione comune che presenterà a nome dell'Unione europea alla Conferenza mondiale del 2001 contro il razzismo i seguenti elementi:

- una condanna ferma delle aggressioni perpetrate contro immigranti e membri di minoranze e dei regimi razzisti o discriminatori e ai danni di qualunque collettività,

- l'espressione del giustificato orgoglio per i progressi compiuti dall'Unione europea nella lotta contro il razzismo ma altresì della dovuta umiltà per le sfide che rimangono da affrontare,

- il riconoscimento della storia dell'Europa e dell'esperienza contemporanea, delle sofferenze causate dalla schiavitù e dal colonialismo, dall'olocausto, dalla pulizia etnica e dall'intolleranza religiosa, unito al riconoscimento del loro impatto durevole e persistente,

- la consapevolezza e il riconoscimento dell'esistenza di un legame tra, da un lato, la lotta contro il razzismo e, dall'altro, la conduzione di una politica europea coerente nei confronti dell'asilo e dell'immigrazione e la promozione di uno status giuridico paritario degli immigrati,

- un impegno degli Stati membri dell'Unione europea circa l'avvio di misure concrete di lotta al razzismo: programmi di formazione contro l'intolleranza; ricorsi giuridici per il perseguimento dei partiti e dei gruppi di ideologia razzista o xenofobica; programmi d'integrazione sociale degli immigrati, ecc.,

- un impegno a favore del raggiungimento di un accordo con gli attori di altre regioni del mondo per contribuire all'evoluzione futura della situazione sul piano internazionale, segnatamente mediante l'assistenza tecnica e finanziaria a paesi impegnati in prima linea nella lotta contro il razzismo e la xenofobia,

- il riconoscimento del fatto che il pieno rispetto dei diritti fondamentali, compreso il diritto allo sviluppo † sancito come diritto fondamentale nella Conferenza mondiale sui diritti umani svoltasi a Vienna nel 1993 † costituisce un fattore fondamentale per prevenire i conflitti di carattere etnico particolarmente nei paesi in via di sviluppo,

- l'importanza della partecipazione della società civile e delle ONG, in quanto attori fondamentali, al momento di proporre strategie di lotta al razzismo, alla discriminazione razziale, alla xenofobia e a qualunque altra forma di espressione di intolleranza,

- l'espressione della salda volontà degli Stati membri dell'Unione europea di affrontare il fenomeno dell'immigrazione come parte di una strategia globale che comprenda la cooperazione con i paesi di origine dell'immigrazione e l'integrazione socio-lavorativa degli immigrati,

- la necessità di tener conto delle situazioni di discriminazione molteplice, prestando speciale attenzione alle donne, poiché l'integrazione della prospettiva di genere nelle azioni destinate alla lotta al razzismo e alla xenofobia è fondamentale,

- la necessità di promuovere politiche e programmi che diano impulso e sviluppino i diritti civili, politici, economici e sociali delle vittime dell'intolleranza, del razzismo e della xenofobia,

II. sollecita la Presidenza, conformemente agli articoli 19 e 21 del trattato sull'Unione europea, ad informare e consultare tempestivamente il Parlamento sugli aspetti principali e le scelte fondamentali relativamente alla posizione comune da adottare alla Conferenza e all'azione coordinata da condurre nel corso della stessa;

III. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente raccomandazione al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri, al Consiglio d'Europa e al Segretario generale della Conferenza mondiale contro il razzismo.


NOTE

1) GU L 180 del 19.7.2000, pag. 22.
2) "Testi approvati" in tale data, punto 16.