Se il veicolo scappa dopo l'incidente difficile risalire alla compagnia La privacy salva i pirati della strada di I "pirati" della strada possono farla franca anche grazie alla legge sulla privacy. La disciplina sulla Rc auto obbligatoria stabilisce che il danneggiato debba chiedere il risarcimento sia all'investitore sia alla compagnia assicuratrice di questi. Ma se il responsabile si "defila" senza fornire alcun dato - segnala l'avvocato Filippo Bia di Verona - ecco gli ostacoli: l'Ania (l'associazione delle imprese) non fornisce alcuna informazione di questo tipo e il Fondo garanzia vittime della strada per attivarsi richiede documentazione che provi che il veicolo investitore era privo di assicurazione. "Le compagnie - spiega Bia - consigliano di iniziare la causa per danni per ottenere dal giudice un ordine diretto all'Ania perché riveli se la controparte è assicurata o no e con chi. La causa però potrebbe anche essere dichiarata improcedibile e il danneggiato dovrebbe pagare le spese sostenute fino a quel momento, che spesso nel caso di micro-tamponamenti superano l'importo del risarcimento". In effetti, un sistema d'assicurazione obbligatoria che non consente, a chiunque dimostri di averne interesse, di verificare il corretto adempimento di questo obbligo da parte di chi vi è tenuto, è un sistema indubbiamente carente. Se poi si considera che la violazione di questo obbligo - nel caso della circolazione di veicoli a motore - è soggetta a pesanti sanzioni amministrative (da uno a quattro milioni) e può comportare perfino la confisca del veicolo in particolari circostanze, la carenza è particolarmente significativa. La posizione del Fondo di garanzia per le vittime della strada indicata dal lettore, ci sembra assolutamente ineccepibile: questo ente risponde per legge dei danni causati dalla circolazione di veicoli non identificati, non assicurati o assicurati presso un'impresa che al momento del sinistro si trovi in stato di liquidazione coatta o vi venga posta successivamente. Peraltro, per i sinistri causati da veicoli non identificati, il Fondo interviene solo per i danni a persone e non per quelli a cose. Parimenti ineccepibile è l'attuale posizione dell'Ania, associazione che, prima dell'entrata in vigore della legge sulla privacy era in condizione di comunicare a chi ne facesse richiesta le informazioni contenute nelle sue "banche dati" e che, a quanto ci risulta, è ora in attesa di ricevere dall'Autorità garante per la protezione dei dati personali indicazioni e autorizzazioni su come gestire tali informazioni. In alcuni Paesi dell'Unione europea (quali, ad esempio, Germania, Svizzera, Austria, Olanda), il problema è stato risolto mediante uno stretto abbinamento tra targa e assicurazione: il rilascio della targa è, infatti, condizionato all'esibizione della polizza di assicurazione; l'assicuratore inoltre sarebbe obbligato a comunicare alle autorità di polizia il mancato pagamento dei premi successivi alla prima rata e in seguito di tale comunicazione, potrebbe essere disposto il ritiro della targa di immatricolazione del veicolo.La carenza del nostro sistema normativo dovrebbe, comunque, essere superata dalle disposizioni di una direttiva comunitaria di prossima emanazione (la cosiddetta Quarta direttiva sull'assicurazione autoveicoli): questa direttiva imporrà a ciascuno Stato membro della Ue di creare un organismo (denominato "Organismo d'informazione") con lo scopo di gestire un registro dei veicoli immatricolati nel suo territorio e delle società di assicurazioni che coprono tali veicoli per la Rc auto. (Ndr: ripreso da 'Il Sole-24 Ore del Lunedì' del 30 novembre 1998) |